Vorresti mettere la pompa di calore ma hai da poco cambiato la caldaia?

[Scopri come far “sposare” caldaia e pompa di calore]

Un matrimonio tra due generatori di calore, apparentemente diversi, è possibile?

L’ispirazione per questo articolo mi è venuta quando un mio cliente, alla proposta di valutare una pompa di calore, ha espresso le sue perplessità sostenendo di aver da poco cambiato la caldaia.

Come vedremo tra poco, anche se hai appena cambiato la tua caldaia, la stessa potrà essere valorizzata ancora meglio attraverso il matrimonio con la pompa di calore.

Come far convivere caldaia e pompa di calore

caldaia e pompa di calore

L’altro giorno leggevo un articolo scientifico che spiega come, nel mondo animale, molte specie diverse convivono in maniera pacifica quando esistono condizioni di reciproco vantaggio.

 

Diciamo che è un esempio calzante per comprendere bene come sia valida la convivenza tra caldaia e pompa di calore.

Partiamo, però, da un presupposto: un impianto ibrido può essere realmente efficace solamente in presenza di un sistema di controllo. Questo sistema di controllo dev’essere in grado di comandare la pompa di calore e la caldaia in base a determinate condizioni di temperatura, sia esterna che di mandata.

Quando le temperature esterne sono miti, infatti, deve poter lavorare solamente la pompa di calore. Con temperature estremamente rigide, invece, è bene far lavorare la caldaia.

Quindi, se hai appena installato una caldaia a condensazione, puoi comunque integrare il tuo sistema con una pompa di calore adeguatamente dimensionata ed un sistema di controllo elettronico che non la faccia “litigare” con la caldaia. Questo ti permette di risparmiare una parte del tuo consumo annuale (considera che risparmierai dell’energia solamente quando è in funzione la pompa di calore).

Personalmente non ti consiglio questo sistema in una situazione ex novo. Se stai ristrutturando casa, non ti consiglio di installare una caldaia a condensazione più una pompa di calore. Ti direi di puntare su un impianto di distribuzione a bassa temperatura (ad esempio un pavimento o un soffitto radiante) e alimentarlo con una pompa di calore.

Se, invece, non vuoi sconvolgere l’impianto attuale e hai i classici termosifoni, li puoi sostituire con dei termoconvettori a bassa temperatura, dimensionandoli in maniera opportuna, sempre alimentandoli con una pompa di calore.

Pensi di essere in una delle situazioni citate sopra? Prendi un appuntamento con me contattandomi attraverso la sezione dedicata.

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A presto,

Stefano.

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